Il metodo scout

Il metodo educativo scout permette di offrire degli strumenti pedagogici che sono stati sperimentati in tutto il mondo e che, ovunque, si sono dimostrati efficaci per la trasmissione di valori e per la formazione di futuri cittadini responsabili, che sanno effettuare delle scelte e che sono in grado di condurre la propria vita secondo principi di rispetto reciproco, fratellanza e impegno personale.

Ideato da lord Robert Baden Powell all’inizio del 1900, il metodo scout non è altro che un “allenamento” alla vita comunitaria, all’aria aperta, condividendo giochi ed avventure in gruppo con altri ragazzi e ragazze sulla base di valori universali condivisi, che permette di sviluppare competenze necessari alla vita quotidiana.

Il CNGEI, associazione membro della Federazione Italiana dello Scautismo (FIS) e riconosciuta dagli organismi internazionali del movimento scout, ovvero dall’Organizzazione del Movimento Scout (WOSM) e dall’Associazione Mondiale delle Guide e delle Esploratrici (WAGGGS), applica il metodo originale del fondatore adattato alla realtà italiana dei giorni nostri, con profitto ed ottimi risultati dal 1913.

Ma cos’è esattamente il metodo scout?

Il metodo scout è un sistema di autoeducazione progressiva; che si sviluppa attraverso tre concetti fondamentali:

Legge e Promessa – sono strumenti con forte valore educativo che esprimono i principi fondamentali dello scautismo. Costituiscono la base valoriale delle attività associative ispirazione per una vita verso l’età adulta. Attraverso di essi i/le giovani si impegnano in maniera personale e volontaria di fronte agli altri a rispettare, al meglio delle proprie capacità, un ben definito e positivo codice di comportamento. Essi si impegnano nel dovere verso gli altri e la comunità in cui si vive, nel dovere verso sé stessi ovvero il miglioramento e l’ampliamento delle proprie capacità e possibilità di azione, nel dovere verso una crescita spirituale autonoma e profonda.

Imparare facendo – è il concetto di educazione attiva (“learning by doing”): nello scautismo ogni ragazzo/a apprende per mezzo di un coinvolgimento diretto che passa attraverso l’osservazione, la messa in pratica, la creatività, la sperimentazione e l’attività personale.

Appartenenza ad un gruppo di pari – il piccolo gruppo è l’ambiente ideale per l’integrazione dei/delle giovani nella vita sociale. In esso si può facilmente ottenere la completa conoscenza degli altri e la mutua considerazione all’interno del gruppo. Questo contesto ristretto permette a ognuno di comunicare, di conquistare uno spazio personale di espressione e fornisce la possibilità di esercitare una partecipazione diretta alla vita comunitaria. Questi aspetti agevolano lo sviluppo del carattere dei/delle giovani, rendendoli/e capaci di acquisire progressivamente delle responsabilità e li/le educa all’indipendenza ed all’autonomia, alla lealtà, alla capacità di cooperare e di guidare. In questo processo l’adulto ha solo funzione di guida: infatti, rispettando la personalità del/della giovane, lo/la aiuta a scoprire le proprie possibilità e ad assumere responsabilità crescenti adeguate all’età ed alle possibilità del singolo.

I tre concetti di base del metodo scout sono realizzati concretamente attraverso Programmi Progressivi e Stimolanti.

  • Programmi: in quanto le attività proposte sono inserite in quadro programmatico che si basa su specifici obiettivi educativi.
  • Progressivi: il programma è ideato in modo da rispettare un graduale ed armonioso sviluppo del/della giovane. Ogni ragazzo/a è protagonista della propria crescita, si pone degli obiettivi per migliorare e viene accompagnato nel seguire le personali tappe.
  • Stimolanti: il programma propone attività varie, coinvolgenti, basate sugli interessi dei/delle giovani (Baden Powell ha coniato il motto “ask the boy”) senza tralasciare emozione ed avventura.

Gli scenari ideali per l’attività scout sono la natura e la vita all’aria aperta, che offrono contemporaneamente opportunità per attivare lo sviluppo fisico, lo sviluppo intellettuale, lo sviluppo sociale e quello spirituale. La vita a contatto con la natura favorisce anche lo sviluppo di una maturità comportamentale verso l’ambiente indispensabile per il futuro cittadino che lo scautismo educa, capace di affrontare il futuro nell’ottica dello sviluppo sostenibile.

Il fine dello scautismo è quello di favorire lo sviluppo del carattere dei giovani, rendendoli capaci di acquisire progressivamente responsabilità indipendenza, oltre che lealtà e capacità di cooperare, e di imparare a guidare la propria vita.

Nel CNGEI, il metodo scout si adatta alla crescita dei giovani nel rispetto delle loro esigenze, seguendo i bisogni delle tre fasce di età di riferimento:

  • Lupetti (8-12 anni): attraverso giochi che permettono l’acquisizione di regole comuni, si pongono le basi di una vita comunitaria sana e divertente. I giochi si svolgono prevalentemente all’aria aperta ed a contatto con l’ambiente naturale che, in totale sicurezza, diventa una palestra per sviluppare interessi, curiosità ed autonomia, sulla base dell’imparare facendo. I “lupetti” (bambini) hanno una Legge ed una Promessa, in una formulazione linguistica adatta alla fascia di età. I giochi del “branco” che raccoglie circa 30 “lupetti” sono inoltre immersi in un ambiente fantastico ispirato al Libro della Giungla di Rudyard Kipling. Il “branco” (gruppo di pari) si ritrova in media una volta alla settimana ed affronta giochi (progressivi, programmati e stimolanti) in “tana” (sede) ma anche “cacce” (gite) di una giornata circa una volta al mese, “cacce” di un fine-settimana con pernotto in strutture attrezzate circa una volta a trimestre e delle “vacanze di branco” (campo estivo) di circa una settimana durante l’estate.
  • Esploratori/Esploratrici (12-16 anni): i giovani di questa età sono riuniti in un “reparto” misto composto da circa 4 “pattuglie” (gruppi di pari omogenei per sesso). Gli strumenti del metodo si adattano ai bisogni educativi, alle caratteristiche e capacità di questa particolare fascia di età, grande importanza rivestono quindi le esplorazioni all’aria aperta, l’applicazione delle tecniche scout che permettono di cavarsela nell’ambiente naturale (cioè saper campeggiare in sicurezza, accendere un fuoco, cucinare con attrezzi essenziali, orientarsi e saper leggere carte geografiche, etc.. tutti adattamenti dell’imparare facendo), l’avventura vissuta in sicurezza con i capi e con i compagni della propria “pattuglia”, le attività di servizio che possono andare ad impegnare il “reparto” o le “pattuglie” stimolando i giovani all’impegno civile ed alla cittadinanza attiva, a mettere al servizio degli altri le proprie risorse e capacità nel rispetto dei valori espressi dalla Legge e dalla Promessa. Grande importanza per questa fascia di età riveste l’educazione all’autonomia ed alla responsabilità attraverso un’organizzazione progressiva delle “pattuglie” studiata perché i/le ragazzi/e più grandi guidino i più giovani verso l’ampliamento delle proprie capacità in un ambiente collaborativo e stimolante. Il “reparto” progetta le proprie attività in sede e all’aria aperta, pernottamenti nel fine settimana, affrontando in estate un “campo estivo” di circa 12 giorni. A disposizione dei ragazzi di questa fascia di età vi sono anche campi internazionali e mondiali (Jamboree), occasioni di assoluto rilievo e significato educativo.
  • Rover (16-19 anni): i giovani di questa fascia di età sono riuniti in un gruppo di pari misto denominato “compagnia”. Il metodo scout si adatta ai loro bisogni educativi ed alle caratteristiche di questa fascia di età, permettendo lo sviluppo di progetti condivisi, ispirati ai valori (espressi in Legge e Promessa) ed alle scelte scout, in cui il mondo esterno (che rappresenta il contesto dell’aria aperta) diventa un fattore rilevante come elemento da scoprire e valorizzare, in cui portare il proprio contributo di cittadini attivi e responsabili. La Compagnia si dedica ad attività di servizio basate sull’impegno civile, la solidarietà, l’ambiente, la scoperta e valorizzazione delle diverse culture nell’ottica dei programmi progressivi e stimolanti. L’esplorazione e l’avventura, pur continuando ad essere intimamente legate con l’ambiente naturale, divengono anche momenti di incontro con realtà sociali e culturali diverse, sperimentazione e applicazione compiuta di una democrazia vissuta all’interno della “compagnia” e diventata matura per il mondo civile. Le “compagnie” possono affrontare campi all’estero ed esperienze di servizio profonde e significative sul territorio italiano ed europeo. Continuano a sviluppare le proprie competenze per mezzo di gruppi logistici più piccoli nei quali si trasmette un trapasso di nozioni tipico dell’imparare facendo. A disposizione dei ragazzi di questa età inoltre, come eventi per singoli o per intere “compagnie”, vi sono anche campi tematici ed esperienze scout internazionali.