Qualche mese fa, il ciclone Harry ha colpito diverse regioni, tra cui la Sicilia: le scuole chiuse, i negozi anche, le strade deserte…non abbiamo potuto far altro che guardare dalla finestra la pioggia incessante allagare le nostre strade e il vento colpire qualsiasi ostacolo si frapponesse al suo cammino.
Sembrava non sarebbe mai finito: ha distrutto città, allagato case, creato frane che hanno distrutto le case di nostri fratelli come fossero castelli di sabbia, portato tutti i rifiuti sulle spiagge… insomma, ha distrutto la nostra amata Sicilia.
Quando tutto è passato, il ciclone aveva lasciato tracce dolorose e indelebili sul nostro territorio, ma i siciliani non si sono arresi: si sono rimboccati le maniche e hanno mostrato tanta solidarietà aiutando chi ne aveva bisogno e aveva perso tutto.
Anche noi volevamo prendere pala e carriole per andare a pulire case e locali messi in ginocchio dal ciclone (così come ha fatto la nostra compagnia Ares!), ma ci hanno detto che non era sicuro, che eravamo troppo piccoli.
Tuttavia, noi scout più giovani non potevamo far finta di niente, sentivamo il bisogno di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato. Abbiamo contribuito raccogliendo e smaltendo i rifiuti dalle spiagge libere numero uno e tre.
La domenica mattina noi lupetti dei branchi Waingunga e Roccia della Pace, al “branco in caccia” di Akela ci siamo armati di guanti e sacchi e ci siamo messi al lavoro per ripulire la spiaggia, piena di ciò che le onde non dovevano conoscere e avevano restituito. Vetri, plastiche, resti di sdraio, legna, pinne e ciabatte enormi.
È stato un lavoro lungo, faticoso e un po’ pericoloso (per i vetri distrutti o le plastiche taglienti), ma noi abbiamo aiutato l’ambiente togliendo alla natura ciò di cui non deve farne parte: i rifiuti. Ed è stato soddisfacente, a fine giornata, che anche le nostre mamme e papà abbiano dato il loro apporto: ognuno ha portato con sé uno o più sacchi di differenziata.
Tornata a casa, ho riflettuto: giocando abbiamo dato il nostro contributo, perché pensare che tutti quei rifiuti erano sia vaganti per la città, sia dispersi nel mare e a tutti quegli animali che sarebbero potuti morire soffocati dai rifiuti è sconvolgente.
Invece, pensare a tutti quegli animali che abbiamo salvato è soddisfacente, pensare che abbiamo lasciato il mondo migliore di come era prima è come levare un peso dal cuore. Pensare che abbiamo dato un aiuto gli addetti alla pulizia delle strade, ci fa sentire più forti e capaci di migliorare il mondo, non di distruggerlo.
Sapere che noi scout di tutte le età siamo capaci di migliorare il mondo è un grande traguardo da condividere per mostrare che essere scout non significa solamente migliorare se stessi: con qualche piccolo sacrificio e con alcune piccole azioni possiamo cambiare il mondo, insieme.
Non sono gli altri che devono cambiare il mondo, siamo tutti noi!
Giorgia Meccia, Gaia Spoto Lo Re