Quest’anno festeggiamo un compleanno speciale: 50 anni fa, nel 1976, la nostra associazione, prima divisa tra maschi e femmine, è diventata un’unica grande famiglia scout, con la stessa Legge, la stessa Promessa e le stesse attività per tutti.
Tutto comincia nel 1912
Chiudi gli occhi e immagina l’Italia di più di cento anni fa. Non c’erano telefonini, né televisione, e per una ragazza fare le stesse cose di un ragazzo era considerato quasi impossibile.
Proprio in quegli anni, nel 1912, un uomo di nome Carlo Colombo ha un’idea audace: fondare un movimento scout aperto a tutti, maschi e femmine. Nasce così il CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani) che fin dall’inizio ha due rami paralleli: uno maschile e uno dedicata alle ragazze, chiamato UNGEI (Unioni Nazionale Giovinette Esploratici Italiane).
Questa scelta era molto innovativa per l’epoca: alle ragazze venivano proposte le stesse specialità dei ragazzi, come Aviazione, Canottaggio o Segnalazione, in un Paese dove le giovani donne avevano pochissime occasioni di imparare, muoversi e decidere da sole.
Lo scautismo si diffonde ovunque ma purtroppo nel 1927, sotto la pressione del regime fascista, il CNGEI e l’UNGEI sono costretti a sospendere le proprie attività. Per quasi vent’anni lo scautismo italiano si ferma, ma le braci della nostra promessa rimangono vive pronte a riaccendere la fiamma.
Infatti, finita la guerra, lo scautismo torna a vivere in tutta Italia. Nel 1945 CNGEI e UNGEI rinascono insieme ma ognuno con le proprie regole, uniformi e persino nomi diversi per le unità: i ragazzi sono lupetti, esploratori e rover — come oggi, mentre le ragazze sono primule, esploratrici e scolte.
Ragazzi e ragazze fanno scautismo nello stesso periodo storico, ma quasi sempre in gruppi separati, che si incontrano solo per sporadiche occasioni. Per gli anni ’50 questa era comunque una grande conquista: le ragazze avevano finalmente uno spazio tutto loro, gestito da donne, in un’epoca in cui questo non era affatto scontato.
Piano piano, però, qualcosa comincia a muoversi. Già nel 1963 nascono i primi “branchi misti”, con lupetti e primule nella stessa unità. Sono gli anni in cui in tutta Italia si parla di parità e di nuovi diritti per le donne, e anche dentro il CNGEI cresce la voglia di superare le vecchie divisioni. La domanda è sempre la stessa: perché fare scautismo divisi, se lo scopo è crescere insieme nella stessa avventura?
Nel 1976, CNGEI e UNGEI smettono di essere due rami separati e diventano un’unica associazione, con unità miste: maschi e femmine insieme, negli stessi gruppi, con gli stessi ruoli, le stesse opportunità e un nuovo nome Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratici Italiani.
Nasce così la coeducazione, uno dei valori più importanti del CNGEI ancora oggi, che ti permette di crescere insieme ai ragazzi e ragazze del tuo branco, reparto o compagnia imparando a rispettarsi, collaborare e conoscersi a vicenda.
La prossima volta che sei in caccia o in riunione pensa che non è sempre stato così scontato che maschi e femmine facessero scautismo insieme. Ci sono voluti 64 anni, dal 1912 al 1976, tante persone coraggiose e un pizzico di ribellione contro le idee del proprio tempo.
Per festeggiare questo importante traguardo abbiamo indetto un Concorso Letterario “50 anni di unione CNGEI – UNGEI: Racconti di Pari Opportunità e Inclusione” che ha coinvolto tanti lupetti, esplo e rover che hanno mandato il proprio racconto.
Ecco i vincitori:
LUPETTI
Laura di Donato – Sezione di Eboli
Con il racconto Lo scautismo chiama e… l’inclusione risponde!
ESPLORATORI
Zoe Nanni – Sezione di Pistoia
epistolare di Phil ed Ethan
ROVER
Matteo Giardiello – Sezione di Benevento
Con il racconto La storia della mia Stella Cadente