Pensereste mai che sia possibile osservare i magnifici paesaggi prealpini, calarsi nelle profondità di una grotta, tuffarsi in un torrente e vivere tantissime altre avventure in soli quattro giorni?
Tutto ciò lo abbiamo provato noi stessi, Scout da tutta Italia, al corso teknicamp della base Tramontana a San Fedele “Hike: da cima a fondo” (o come rinominato da noi “da fondo a cima” per le continue salite che abbiamo affrontato)
Il nostro cammino non è cominciato dalla base bensì dalla stazione dei treni di Como; all’inizio eravamo un po’ spaesati e confusi poiché non pensavamo di iniziare così presto la nostra avventura. Dopo aver attraversato il Lago di Como in barca, con il vento fresco nei capelli, abbiamo cominciato dai piedi del paese di Cernobbio. Eravamo intimoriti alla continua vista dei tanti gradini che dopo ogni scalinata verticale ci stavano conducendo sempre più in alto, e che a fine giornata ci avrebbero portato al Buco della Volpe, la grotta che avremmo visitato.
Che nome strano vero? Ebbene sì, arrivati a sera con diversi chilometri sulle spalle e il divertente ricordo di un gentile giardiniere che ci ha rinfrescati col suo soffiatore, abbiamo esplorato assieme al Club Alpino Italiano (CAI) una cava formatasi diversi milioni di anni fa.
La visita del suo interno é risultata ostacolata da percorsi strettissimi, pozze d’acqua e rocce frastagliate. Per diverse sezioni abbiamo strisciato, incastonandoci fra soffitto e pavimento della grotta e finendo per distruggere alcune delle nostre tute protettive, mentre in altre abbiamo saltato da una parete all’altra per superare le zone acquose evitando di bagnarci, ciononostante siamo finiti tutti col bagnarci gli scarponi indipendentemente dalle nostre abilità.
I giorni successivi sono stati ancora più ardui: abbiamo superato salite interminabili grazie alle (false) rassicurazioni dei capi di parti più pianeggianti nelle vicinanze ed anche grazie al pensiero dei pasti che ci sarebbero stati portati una volta arrivati, ma tutti uniti, nonostante le difficoltà abbiamo sempre perseverato.
Tra rifugi di fortuna in campi, dirupi e chiese, camminate infinite e discussioni profonde e non, abbiamo affrontato queste intense giornate carichi di emozioni e con nuovi inaspettati legami che si sono sviluppati tra noi; cosi siamo arrivati alla mattina del quarto giorno, dove, divisi in due gruppi, siamo partiti presto per dirigerci verso il fiume che, sempre col CAI, avremmo traversato.
Vestiti con muta, scarponi e imbracatura ci siamo avviati al torrente dove presto ci saremmo abituati all’acqua gelida che ci entrava nella tuta. A breve avremmo realizzato la prova di coraggio che c’era da lì in avanti: scivolate strette e verticali e altissimi salti in piscine torrenziali; con la possibilità di un tuffo di oltre 8 metri in una pozza d’acqua piccola ma profondissima che dall’alto sembrava un passo nel vuoto.
Infine, una rilassante corrente ci trascinò verso la foce dove vedemmo il lago e le altissime montagne che lo delimitano, come ultima ricompensa emotiva del lungo cammino compiuto.
Così potemmo raggiungere la base per la prima volta, dove tutti ci aspettavano curiosi. Finalmente abbiamo potuto fare un profondo respiro dopo la grande avventura vissuta, oltre che poter fare una rilassante e più che meritata doccia.
Riflettendo su ciò che più è rimasto in tutti noi di questo strepitoso campo, è certamente stato l’insieme dei momenti vissuti assieme ad altri scout con tradizioni, canzoni e accenti diversi, dapprima sconosciuti, presto diventati amicizie che ci porteremo tutta la vita.
Fabio e Noemi, Porto Torres
Rachele e Emanuele, Riposto 1