Dal 4 al 6 settembre 2026, a Ravenna, quaranta ragazzə provenienti da diversi reparti e città del Nord Italia si sono incontrati per vivere un campetto in preparazione al 26th World Scout Jamboree. Tre giorni intensi, fatti di giochi, attività, confronto e nuove amicizie, che ci hanno permesso di scoprire quanto possa essere grande il mondo dello scautismo.
Il primo giorno è stato dedicato soprattutto alla conoscenza reciproca. Abbiamo condiviso usanze, tradizioni e curiosità dei nostri reparti e delle nostre città.
La sera abbiamo mangiato cibi tipici delle nostre città, ed è stato un momento molto bello (e delizioso) per scoprire la faccia culinaria del Nord Italia che non conoscevamo.
Dopo cena, un quiz a punti ci ha messi alla prova sulla storia del Jamboree, sulla cultura della Polonia e sulle nostre conoscenze generali dello scautismo e del mondo.
La mattina del secondo giorno ci siamo messə alla prova fisicamente. Divisi in gruppi, abbiamo costruito dei percorsi Hebert e, successivamente, abbiamo giocato a roverino. C’era però un piccolo problema: ognunə conosceva regole leggermente diverse. Abbiamo quindi dovuto trovare insieme un regolamento che andasse bene per tuttə. La partita è stata divertente e la collaborazione di squadra con gli altri ha rafforzato il nostro legame.
Nel pomeriggio abbiamo affrontato attività dedicate al consenso, allo spazio personale e alla consapevolezza dei nostri confini fisici.
Abbiamo riflettuto su come cambia il nostro modo di vivere un contatto fisico a seconda della persona che abbiamo davanti, distinguendo tra un parente, un’amicə, una persona sconosciuta o il/la partner. Abbiamo anche ragionato sulle parti del corpo in cui ci sentiamo a nostro agio a essere toccati e su quelle in cui preferiamo che nessuno ci tocchi. È stata un’attività che ci ha permesso di capire meglio i nostri limiti, rispettare quelli degli altri e riflettere sull’importanza del consenso e del sentirsi sempre a proprio agio.
In seguito ci siamo divisi in gruppi per preparare il fuoco serale. Il nostro compito era rappresentare il coraggio attraverso alcune scenette. Ne sono nate situazioni divertenti, ma anche ricche di significato, accompagnate da canti e momenti trascorsi tutti insieme.
L’ultimo giorno ci ha permesso di guardare ancora più lontano. Abbiamo conosciuto meglio i diversi ruoli del Jamboree, come SFH, IST, APL e CMT, e poi abbiamo fatto qualcosa di nuovo: intervistare in videochiamata scout provenienti da diverse parti del mondo.
Abbiamo ascoltato le loro storie, conosciuto i loro Paesi e scoperto come viene vissuto lo scautismo in culture diverse dalla nostra.
Dopo pranzo abbiamo svolto un’ultima attività di confronto e valutazione. Su alcuni fogli erano state preparate delle righe di valutazione, con un’estremità corrispondente al giudizio più negativo e l’altra a quello più positivo. Ognuno di noi doveva posizionare uno sticker lungo la linea, indicando così quanto aveva apprezzato diversi aspetti del campetto: le attività, gli spazi, l’organizzazione, i momenti di gruppo e il modo in cui ci eravamo sentiti durante i tre giorni. È stato interessante vedere come le valutazioni fossero diverse tra loro e confrontarci su ciò che aveva funzionato meglio e su cosa, invece, avremmo potuto migliorare.
Infine, è arrivato il momento dei saluti. Ognuno è tornato a casa con ricordi diversi, ma con qualcosa in comune: nuove conoscenze, nuovi amici e una visione più grande e aperta dello scautismo. Prima del campetto non sapevamo quanto potessero essere diverse le nostre esperienze; ora sappiamo che, nonostante le differenze, possiamo sempre trovare un modo per camminare nella stessa direzione.
Gli Esploreporter: Dafne, Enea, Rebecca, Thomas