- 10 agosto

CN2018: Tante attività scout per fare, ma anche per pensare

L’avventura al Campo Nazionale CNGEI non è fatta solo di attività fisiche e sportive, costruzioni e fuochi di bivacco, ma lascia spazio anche al pensiero e alla ricerca di sé.

Spirituality

Spirituality è una delle tante attività proposte ai ragazzi che partecipano al Campo Nazionale, ma è una delle poche che invita i ragazzi a rallentare rispetto al ritmo frenetico della vita di campo e delle attività stimolandoli a riflettere. Per illustrarla abbiamo intervistato i responsabili Nico Maceroni e Vittoria Brandi.
L’idea di questa base è quella di affrontare la Spiritualità in un modo targato CNGEI” spiega Nico.

La spiritualità è spiegata e vissuta affrontando cinque percorsi diversi che inducono i ragazzi e le ragazze a riflettere su determinati argomenti. Il tutto si conclude con una tappa che è comune a tutti i percorsi che tratta il tema della ricerca. “Ogni percorso è composto da giochi, disegni, parole e attività pratiche abbastanza coinvolgenti” spiega Vittoria. Questo fa capire loro l’importanza di avere valori condivisi e di farsi delle domande su questi valori, espressi dalla legge scout che accomuna i partecipanti al CN18.

Le cinque tappe riguardano La Natura, Il Corpo, Gli Altri, La Vita Interiore, Il Cammino. Questi cinque percorsi, insieme a La Ricerca, sono proprio i percorsi proposti ed illustrati dal Progetto di Formazione Spirituale, il documento associativo che tratta questo tema.

Per i reparti stranieri presenti al campo è stato studiato un percorso ad hoc in lingua inglese fruibile da qualunque associazione, per una spiritualità che non ha confini.

 

Abbattiamo il bullismo

In uno dei percorsi e delle basi di Spirituality, che si chiama Gli Altri, viene affrontato il tema del bullismo e del cyber bullismo. Si parte sempre da un gioco, ma con regole particolari, per poi arrivare a compore un identikit con le caratteristiche del bullo o della vittima di bullismo.

Questo è un momento molto forte per alcuni ragazzi e ragazze che sono riusciti a raccontare episodi molto toccanti delle loro esperienze come vittime di bullismo e delle conseguenze che queste hanno avuto sulla loro vita.

La base poi prosegue con la composizione dei profili dei cyberbulli e della minaccia che possono rappresentare.

Il mare della spiritualità

Alla fine di ogni percorso i ragazzi realizzano un messaggio in bottiglia da lanciare nel “Mare della Spiritualità, che vuole essere alimentato dal contributo di ogni partecipante“, ci spiega Vittoria. Un gesto simbolico, ma che invita anche ognuno a prendere posizione, riflettendo su come ci si comporta e cosa si può fare in prima persona.