- 03 Febbraio

Cantando con le Aquile Randagie e scautismo clandestino

Ricordare lo scoutismo clandestino con lo spettacolo “Cantando con le Aquile Randagie”

Ecco lo spettacolo-concerto che racconta il periodo 1928-1945: immagini, musica e canti dello scautismo clandestino

Chi sono le Aquile Randagie?

Durante il periodo fascista alle Associazioni Scout fu imposto lo scioglimento: la legge n. 5 del 9 gennaio 1927 (una delle cosiddette Leggi Fascistissime), aveva decretato lo scioglimento dei Reparti scout nei centri con meno di 20.000 abitanti e l’obbligo di inserire ONB (Opera Nazionale Balilla) nelle insegne dei Reparti restanti.
I gruppi quindi furono chiusi per lasciare spazio all’Opera Nazionale Balilla (1928) ma furono molti gli scout che non si arresero e, clandestinamente, continuarono a svolgere attività.
Tra le fila del CNGEI nella cosiddetta “Giungla Silente” sono noti tra gli altri il Lupercale e il Gruppo Escursionisti Indomito (GEI), che si affiancarono ad altre esperienze scout come quella degli scout ASCI delle Aquile Randagie attive tra Milano e Monza e guidate, tra gli altri, da Andrea Ghetti, del gruppo Milano 11, detto Baden, e Giulio Cesare Uccellini, capo del Milano 2, detto Kelly.
Alcune Aquile Randagie assieme ad altri, dopo il 1943 diedero vita all’OSCAR (Organizzazione Scout Collocamento Assistenza Ricercati) che si impegnò nel salvataggio di perseguitati e ricercati di diversa nazione, razza, religione.
Gli scout aiutarono prima i perseguitati ad espatriare in Svizzera e conclusero poi il proprio servizio, a guerra terminata, proteggendo e difendendo la vita anche di coloro che erano stati persecutore.

aquile randagie

Lo spettacolo “Cantando con le Aquile Randagie”

Lo spettacolo “Cantando con le Aquile Randagie” rappresenta la voglia di resistenza e libertà che ha animato il gruppo negli anni della guerra, e l’ha reso attivo in giro per tutta l’Italia.
Nello spettacolo le immagini si fondono con musiche e canti dello scautismo clandestino del periodo dal 1928 al 1945 per raccontare una grande avventura.

Promosso dall’Ente e Fondazione “Baden”, “Cantando con le Aquile Randagie”, è dedicato all’omonimo gruppo di scout: si tratta di un omaggio e di una reinterpretazione di quei canti che animavano i loro bivacchi e le loro attività.
Lo spettacolo è accompagnato dalle musiche da una band scout e da immagini e video dell’epoca alternate alle vignette tratte dal fumetto “I ragazzi della giungla silente” (scritto e disegnato dal membro della band Fabio Bigatti).

Le Aquile Randagie hanno rappresentato un momento importante per lo scautismo italiano, per questo abbiamo deciso di intervistare la band!

  • “Alla scoperta degli ideali di libertà e fraternità”: lo spettacolo viene presentato così. Com’è nato il progetto e perché avete deciso di dare vita a questa storia?
  • Il progetto è nato da un gruppo di amici scout. Ai nostri tempi (anni ’70) non si sapeva molto sulle Aquile Randagie perchè loro avevano scelto, dopo la guerra, di non sbandierare la loro avventura ma dedicarsi alla rinascita dello scautismo. Abbiamo riscoperto le Aquile Randagie attraverso le loro canzoni, che sono praticamente le prime canzoni scout italiane.
    Gli scout di oggi non le conoscono e non le cantano perchè le incisioni risalgono agli anni ’50 in stile coro di montagna. Abbiamo così deciso di dare un nuovo lustro a questo patrimonio musicale: nuovi arrangiamenti più appetibili all’orecchio dei nostri tempi. Siamo convinti, come diceva G. Mahler, che “la tradizione non è adorazione delle ceneri, è un fuoco da tenere acceso”. Questo fuoco acceso della tradizione “rivisitata” vorremmo trasmetterlo con il nostro spettacolo.

 

  • Parlateci della band, come si è formata? Vi conoscevate o vi siete trovati grazie a questo progetto?
  • 10 anni fa ci siamo trovati fra amici scout dello stesso clan con la passione per la musica. Nel frattempo abbiamo conosciuto le ultime Aquile allora viventi: Carlo Verga, Mario Isella, Peppino Nobili, Don Giovanni Barbareschi. Ci avevano già incoraggiato per il libro a fumetti “I ragazzi della giungla silente”, scritto e disegnato da uno di noi, che si andava ad aggiungere ad altre pubblicazioni dove finalmente potevamo leggere le loro memorie e testimonianze. Con il tempo la band si è “ringiovanita” lasciando spazio ai giovani. A tutt’oggi siamo in 8/9.

cantando con le aquile randagie

  • Sono molte le canzoni che suonate, ci raccontate come le avete selezionate? 
  • Sono una quindicina. Nella prima parte dello spettacolo sono in gran parte in versione strumentale. Nella seconda lo spettacolo diventa quasi un bivacco scout e le canzoni sono tutte cantate. Spicca tra tutte “Il cuciniere di squadriglia”, cantata insieme al pubblico.
    Quasi tutte le musiche delle canzoni sono canti scout francesi e inglesi o arie tradizionali sulle quali le Aquile hanno composto una versione in italiano. Pensiamo a Madonna degli scout, in origine un canto di guerra del 1500, trasformata da Andrea Ghetti (Baden) in un canto alla Madonna. Oppure il famoso “canto dell’addio” che si pensa inglese mentre è stata composta per cornamusa da un musicista italiano alla corte di Maria Stuarda di Scozia nel ‘500. Vittorio Ghetti ha invece composto in Val Codera anche la musica de “La luna delle vette”, magnifica canzone inno alla speranza per una nuova libertà, e “Ah io vorrei tornare” Dove? in val Codera! Vento della sera parla degli amici scout partiti per la guerra…

foto storica aquile randagie

  • Stiamo parlando di eventi risalenti quasi a un secolo fa. Pensate che le parole e i valori che vengono cantati siano ancora attuali?
  • E’ bello scoprire che i valori che hanno animato l’avventura delle Aquile Randagie sono ancora attuali e dicono molto agli scout di oggi. Pensiamo solo a quello che sta succedendo in questi tempi in Sicilia: 5 sedi scout , beni confiscati alla mafia, incendiate e distrutte per ritorsione e intimidazione. Ebbene, anche nel 1928, l’anno in cui il fascismo aveva soppresso lo scautismo, le camicie nere assaltavano le sedi e picchiavano gli scout. Il loro capo Kelly è stato assalito e picchiato perchè indossava l’uniforme sfidando il divieto del regime. Oggi come allora siamo chiamati a fare resistenza. E poi lo scout “sorride e canta anche nelle difficoltà”…

 

  • Il concerto è accompagnato da immagini e video di repertorio delle Aquile Randagie, molto nostalgiche, come sono state scelte?
  • Più che nostalgiche sono sorprendenti: le Aquile riuscirono in tempo di guerra a recuperare telecamera e pellicole per documentare le loro imprese! Lo spettacolo è multimediale: musica dal vivo mentre scorrono immagini, foto e filmati originali, , parti documentarie e disegni del libro a fumetti, interviste e testimonianze.

 

  • Avete anche registrato in studio le canzoni raccogliendole in un album. Il progetto dell’album era già chiaro all’inizio, o è un’idea venuta in seguito?
  • E’ stata una necessità anche per autofinanziare il progetto. Ai gruppi scout che ci ospitano chiediamo di acquistare il Cd per coprire le spese dello spettacolo.

 

  • Ormai sono parecchi anni che portate in giro lo spettacolo: quanti concerti avete fatto?
  • Circa 50, la maggior parte al Nord. ma siamo stati anche a Vasto, a Roma.

cantando con le aquile randagie

  • Qual è stato l’episodio che più vi piace ricordare dei vostri concerti?
  • L’accoglienza degli amici scout del Masci. Ricordo una volta, dopo il concerto a Cornuda, ci hanno ospitato in una casa scout in mezzo al bosco. Freddo e pioggia ma all’arrivo, a mezzanotte, c’era un camino acceso e una tavolata con asiago, soppressa e prosecco! E così è ripreso il concerto con tutto il repertorio di canti veneti di montagna. A Predappio (FC) invece abbiamo dormito nella sede scout davanti al cimitero dove è sepolto Mussolini. E abbiamo suonato nel teatro Comunale fatto costruire proprio da lui! Una bella testimonianza.

 

  • Per il futuro che cosa vi aspettate?
  • Speriamo che l’effetto film possa suscitare nuovo interesse per il nostro lavoro. Grazie anche a voi, forse altri gruppi scout vorranno invitarci e provare questa esperienza. Anche l’ANPI si dimostra interessata a questi scout che fecero una forma di resistenza nonviolenta a cui la storia ufficiale non rende memoria. Pensiamo solo all’OSCAR: 2000 persone salvate con l’espatrio clandestino in Svizzera: militari, antifascisti, ebrei…

 

  • Formazione attuale di “Quelli della Giungla Silente”
    Francesco Sala, chitarra elettrica;
    Daniele Faenza,
    basso elettrico;
    Andrea  Cattaldo,
    chitarra acustica;
    Aurora Merighi e Leda Monti,
    violini;
    Eliana Bigatti e Fabio Bigatti,
    fisarmoniche,
    Faustin N’Sama,
    percussioni,
    Marta  Bigatti e Serenella Germani,
    voci,
    Letizia Bigatti alla consolle.
    Quando è libero c’è anche Agostino Migone, già capo scout d’Italia AGESCI e attuale Presidente della Fondazione Baden.

 

Per info: [email protected]

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