- 09 Aprile

Cos’è la Scuola Popolare? Realtà educativa per la comunità

SCUOLE POPOLARI: ALTRE REALTÀ EDUCATIVE PER UN MONDO MIGLIORE

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L’idea di scuola popolare nasce e cresce da realtà dal basso, da una necessità di una comunità, che sente l’esigenza di avere di meglio nella vita per sé e per i propri figli.
Le Scuole Popolari sono esperienze pedagogiche sociali, dove si creano comunità in luoghi fatiscenti dove vivere spesso è molto complicato.
Negli ultimi 10 anni sono (ri)nate dal basso e spontaneamente molte Scuole Popolari in varie città italiane a causa della crisi economica e dell’incremento di migrazione che ha portato a nuova povertà economica e sociale.

Nella realtà romana in particolare le scuole popolari sono unite dalla “Rete delle Scuola Popolari” e contano quest’ anno (2019) più di 12 scuole nelle periferie della Capitale.

Sono sorte in spazi abbandonati che sono stati occupati per il riutilizzo sociale e culturale sul territorio, o nelle scuole o in luoghi creati con altre Associazioni. Tutte queste Scuole Popolari lavorano su territori dimenticati e riconosciuti generalmente come quartieri particolarmente problematici.
Questi luoghi abbandonati, sono occupati da giovani e adulti che diventano educatori popolari, e offrono servizi di diverso genere: un posto dove si trovano dei libri, dove persone diverse dialogano e si uniscono, dove si crea comunità e ci si abitua all’auto-aiuto e alla solidarietà, e non meno importante alla cooperazione.

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La Scuola Popolare “A testa alta” di San Basilio a Roma

Una delle Scuole Popolari è stata fondata a San Basilio (quartiere nord-est di Roma). Sorge in un luogo abbandonato, occupato e riutilizzato dai giovani per creare un luogo di cultura per tutte e tutti gli abitanti del territorio. La Scuola Popolare di San Basilio nasce dall’incontro di due persone che abitano lo stesso territorio, che hanno necessità di cambiare il luogo nel quale vivono, perché non gli piace, perché vedono amici che hanno lasciato la scuola troppo presto, disoccupazione, povertà e criminalità organizzata che si approfitta del disagio culturale, sociale ed economico. A San Basilio non ci sono spazi nel quale aggregarsi, dove si genera e si riceve cultura. Quindi, dal novembre 2017 un gruppo di giovani del quartiere e di zone limitrofe ha dato vita alla Scuola Popolare “A Testa Alta”, uno spazio educativo e doposcuola sociale, dove i bambini e le bambine possono studiare, giocare, leggere, cantare e ballare. Tutte le attività del Centro popolare San Basilio sono autogestite e popolari, aperte a tutte e tutti gli abitanti del territorio.

La restituzione di tale spazio agli abitanti del quartiere vuole rappresentare un punto di riferimento per i ragazzi e le ragazze del quartiere che vogliano condividere il loro tempo libero con i loro coetanei in un ambiente sicuro e gioviale.

La scuola popolare a “A testa a alta” propone come obiettivo l’auto-progettarsi, creando una comunità di persone che in autonomia possano uscire da condizioni di devianza e liberarsene.

L’esigenza della creazione di una vera e propria Scuola Popolare, aperta a giorni fissi e con una metodologia alle spalle ben chiara, con l’impiego di operatori che lavoravano volontariamente, si è venuta a creare dopo molteplici dati allarmanti sulla dispersione scolastica nel quartiere di San Basilio e su osservazioni dirette e spontanee da parte degli abitanti che non avevano modo di contrastare questa dispersione delle nuove generazioni.
Non è stato facile creare qualcosa dal nulla, poiché inizialmente erano poco chiare le caratteristiche e le reali esigenze dei giovani del quartiere. Un dato molto importante per una scuola è l’età dei/delle bambini/e, poiché l’intervento principale che si voleva proporre era quello dell’aiuto-compiti.

Oggi, le attività che vengono proposte all’interno della scuola sono molteplici e gli operatori sono i primi a mettersi in gioco nel proporre attività nuove per bambini/e e adolescenti al fine di creare un’educazione alternativa, dove al centro c’è la cooperazione, l’auto-aiuto e la non discriminazione del diverso.
Attualmente i bambini e le bambine che frequentano la Scuola Popolare “A Testa Alta” sono all’incirca una ventina, vanno dai 3 ai 12 anni di età.

L’OBBIETTIVO DELLA SCUOLA POPOLARE

L’obiettivo della Scuola Popolare in generale è l’autonomia fin da piccoli e l’avvicinamento alla responsabilità inviduale: è importante per gli operatori di queste Scuole che i/le bambini/e comprendano la condivisione e l’utilizzo individuale degli oggetti e strumenti che sono messi a loro disposizione.
Le attività fisse della Scuola sono per ora: laboratorio di scienze, laboratorio di creatività musica e teatro e il laboratorio di narrativa e nelle prime ore del pomeriggio la Scuola attua attività di aiuto-compiti.

Nell’aprile 2019 prenderanno vita, inoltre, uscite didattiche al centro storico di Roma, ai parchi nazionali e comunali, ed infine anche il mare. Il mare è il soggetto più disegnato dai/dalle bambini/e: chiedono spesso agli operatori se possono portarli a vederlo. “Sembra strano ma è come se fosse uno dei desideri più grandi, ed è uno dei pochi che ci comunicano spesso” commenta un’operatrice. Ogni attività ha l’obiettivo di creare uno stimolo nuovo e diverso da quello che i/le bambini/e vivono tutti i giorni, di creare una coscienza che sia di solidarietà ed empatia verso l’altro: far sì che abbiano conoscenza e fiducia in loro stessi.
La solidarietà e la cooperazione fa bene a tutti: al/alla bambino/a, all’ educatore popolare e all’abitante adulto del territorio.

GLI OPERATORI DELLA SCUOLA POPOLARE

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L’educatore popolare si ripropone la ‘coscientizzazione’ della comunità, per maggiori diritti e doveri della stessa.

Gli operatori della Scuola Popolare, in questo anno e mezzo di lavoro hanno riscontrato diverse problematiche:

  • bullismo, dovuto probabilmente ad atteggiamenti presenti negli adulti che circondano la vita di questi bambini e ragazzi;
  • scarso spirito di collaborazione e problemi di discriminazione verso il ‘diverso’;
  • poca educazione allo studio; mancato rispetto degli ambienti condivisi, sia esterni (piazze, giardini) sia interni (come lo stesso locale della scuola).

Per far fronte a queste problematiche gli operatori hanno allestito un setting, ispirato alle scuole con metodo Montessoriano: attraverso questo ambiente strutturato i/le bambini/e possono in autonomia prendere ed usare tutti gli oggetti che vogliono e cercare di condividerli il più possibile con gli altri. Ovviamente i materiali non sono quelli del metodo Montessoriano e nella Scuola non ci sono educatori specializzati. La Scuola Popolare, infatti, viene interamente autofinanziata dagli stessi volontari, che hanno imparato ad operare con i materiali che vengono donati alla Scuola e applicano varie esperienze pedagogiche personali (alcuni vantano esperienze educative come quella scout).

Le periferie sono le zone di ogni città in cui è più difficile attivarsi, poiché le condizioni sociali, del territorio e della comunità sono spesso complesse. Per la sopravvivenza di queste importanti realtà sociali, è vitale avere educatori popolari, insegnanti, tecnici del sociale che facendo rete possano facilitare la possibilità che un/una bambino/a emarginato/a dalla nascita diventi un/a Cittadino/a (con la C maiuscola), e quindi una persona solidale che coopera e che vive autonomamente nella società.

“L’obiettivo delle scuole popolari è quello di morire, perché quando moriranno vorrà dire che non servono più”.

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Gli Scout CNGEI e le Scuole Popolari

È innegabile che ci sia un forte parallelismo tra le attività svolte dalle Scuole Popolari e quelle che lo scoutismo attua sul territorio in tutte le Sezioni d’Italia. Il metodo educativo è sicuramente diverso, ma i valori e gli obbietti che mirano alla condivisione, alla crescita del singolo, alla responsabilizzazione dei/delle ragazzi/e ed all’autonomia sono decisamente gli stessi.

Grazie al bando di finanziamento “Dall’educazione di qualità un contributo all’inclusione sociale” promosso dal Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani (CNGEI), a seguito dell’erogazione del finanziamento pubblico da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, a cui hanno aderito molte Sezioni del CNGEI, quest’anno il Gruppo Roma 6 CNGEI ha potuto finalmente pensare e strutturare un’attività concreta con la Scuola Popolare “A Testa Alta” di San Basilio, in collaborazione con gli operatori e le operatrici della Scuola.

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I lupetti e le lupette del Branco Fiore Rosso incontreranno in almeno due occasioni i bambini e le bambine di San Basilio e si cimenteranno tutti/e insieme in un’attività manuale di costruzione di alcuni giochi da tavola (e non solo) con l’aiuto dei Vecchi Lupi e degli operatori e delle operatrici della Scuola.

Sarà sicuramente un’occasione di incontro e gioco, di confronto e di solidarietà poiché tutti i giochi realizzati verranno decorati insieme e poi lasciati in regalo alla Scuola Popolare, per tutti i bambini e le bambine che vorranno farne uso e per tutti gli operatori e le operatrici che si impegnano ogni giorno per “rendere questo Mondo un po’ migliore di come lo hanno trovato”.

È importante per Associazioni che si occupano di educare, parallelamente alla scuola, giovani ragazzi e ragazze, bambini e bambine, collaborare e trovare dei punti di incontro, terreni fertili su cui costruire basi solide per un futuro più inclusivo per tutti e per tutte.

Irene (Capo Gruppo Roma 6 CNGEI) & Sara (Operatrice Scuola Popolare “A Testa Alta”)

 

Infohttps://www.facebook.com/atestaaltasb/

Contatti: Irene [email protected]

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