- 06 aprile

Dieci anni dal Terremoto dell’Aquila del 2009

2009-2019 Dieci anni dal Terremoto dell’Aquila

6 Aprile 2009 – ore 3.32 un terremoto devastante colpisce una della città italiane più ricche ed antiche: L’Aquila.
Si parla del 5° terremoto per intensità (Magnitudo 5.8) che lascia 309 morti, 1.600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati.

Gli scout CNGEI e il sisma

Una prova di grande maturità civile: possiamo dirci orgogliosi della forza dʼanimo e della generosità con le quali, da tutte le Sezioni del CNGEI, i fratelli scout di ogni età si sono posti di fronte alla devastazione provocata dal terremoto del 6 aprile in terra dʼAbruzzo.

Orgogliosi, ma non sorpresi, perché sappiamo bene a quale patrimonio di umanità, intraprendenza, cultura civile, lo Scautismo porti se vissuto degnamente ed abbracciato per quello che è. Tutti i volontari, ma scout prima di ogni cosa si sono sentiti straordinariamente coinvolti nella tragedia, al punto da tornare, tornare, tornare ancora rischiando per alcuni di avere ripercussioni sul lavoro…ma il coinvolgimento emotivo parte

dalla nostra capacità di capire quanto drammatica ed unica sia stata tutta questa vicenda… ma il coinvolgimento emotivo è nato dalla consapevolezza che ad essere colpita nella drammaticità di un evento, non è soltanto una città con il suo cratere di paesi distrutti, ma una civiltà.

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“Ho visto scout trasformare un vecchio campo sportivo in una città: COPPITO”

Ho visto persone di raro equilibrio reggere come rocce per settimane al loro posto!
Ho visto fratelli scout stanchi e provati nello spirito mantenere la posizione perché sapevano di non avere un cambio nellʼimmediato!
Ho visto tanti fratelli scout piangere mentre portavano le bare bianche dei bambini…ho la pelle dʼoca mentre scrivo!
Ho visto fratelli scout inventarsi lʼimpossibile per preparare dei pranzi dignitosi!
Ho visto fratelli scout prendersi cura degli anziani…divenendo i loro figli adottivi e restituendo un sorriso rubatogli dalla tragedia!
Ho visto fratelli scout assistere i medici legali alla ricognizione cadaverica delle vittime con una forza dʼanimo paragonabile allʼacciaio!
Ho visto fratelli scout intrattenere bambini e bambine nel campo!
Ho visto fratelli scout farsi carico dei lavori più umili!
Ho visto fratelli scout andare a riposare con indosso ancora una lacera uniforme e gli scarponi, per essere pronti alle chiamate di notte e perchè eravamo veramente i primi a correre in aiuto!
Ho visto fratelli scout trasformare un vecchio campo sportivo in una città: COPPITO.

In quei giorni noi siamo diventati altro, è nato in noi scout un sentimento nuovo…una missione supplementare: dimostrare che la cultura ed il vissuto di questa gente hanno uno spessore tale che deve rinascere.
Abbiamo chiesto questo allʼAquila e questo lʼAquila ci ha dato, aiutandoci a rivalutare risorse del nostro essere cittadini forse per troppo tempo considerate poco: la tenacia, il coraggio, lo spirito di sacrificio, la capacità di sprigionare ammirazione e solidarietà per il nostro operato, non sono cose da poco.

Poi arriva tutto il resto, che non è meno importante.
Questi e tanti altri sono i miei ricordi di dieci anni fa…ora ho le lacrime agli occhi e sento ancora sulle mie stanche braccia il peso di quelle bare bianche!

Vedo tutti i servitori di questa sfortunata terra ancora insieme a me, vi osservo mentre camminate verso lʼinfinito, controllando che la vostra uniforme sia il più possibile dignitosa e che rappresenti nel migliore dei modi in nostro essere SCOUT uno dei tanti al Servizio dellʼUmanità.

UNO DEI TANTI SCOUT AL CAMPO