- 15 Ottobre

Nei panni dei migranti – Storie di un viaggio verso la salvezza

Ecco il progetto di Irene, Angela, Eleonora ed Emanuela, capi del Gruppo Scout CNGEI Reggio Calabria 1.

Vogliamo raccontarvi la nostra esperienza con alcune classi della scuola Carducci della nostra città, Reggio Calabria.
Lo scorso anno scolastico, infatti, abbiamo portato dentro le aule un tema che ci sta molto a cuore: stiamo parlando dell’immigrazione.
L’abbiamo fatto nel modo che ci piace di più: con il gioco.
Ci siamo ispirate alla raccolta di attività appena lanciata dal Settore Internazionale, “Saper accogliere”.

Immaginate un grande tabellone sul pavimento, un dado formato gigante, le sedie tutte intorno a formare un grande cerchio. Abbiamo diviso i ragazzi e le ragazze in più squadre e abbiamo chiesto loro di fare un esperimento mentale: mettersi nei panni di un bambino o bambina della loro stessa età, con una storia un po’ diversa dalla loro, che non ha altra scelta se non quella di lasciare il proprio Paese e cercare la salvezza altrove, a casa nostra. Così le squadre si sono trasformate per magia in Mohamed, Jamal, Maya, Amina e Issa.

Mohamed viene dalla Somalia. Un giorno è tornato a casa e ha trovato suo padre che piangeva, perché alcune persone di un clan, uno dei gruppi al potere, avevano occupato la terra della sua famiglia.

Maya, invece, viene dalla Siria. Un giorno era a casa, seduta al tavolo della cucina, a fare i suoi esercizi di matematica, quando all’improvviso ha sentito degli spari giù in strada.  Lei e i suoi si sono chiusi dentro e non sono usciti per giorni, mentre fuori continuavano gli spari. Un giorno non sono potuti rientrare, perché la casa non c’era più. Avevano lanciato una bomba, và a sapere da quale fazione, e la loro casa era venuta giù, distrutta.

Jamal è egiziano. Suo padre ha avuto una grave malattia e allora suo fratello, a soli 11 anni, ha dovuto lasciare la scuola e ha iniziato a lavorare. Fa l’autista di taxi. I suoi capi lo fanno andare in giro sul taxi tutti i giorni tutto il giorno, fino a notte fonda, tranne la domenica, e gli danno pochissimi soldi. Questi bastano appena appena per mangiare. Jamal ha paura: teme che, anche se ancora piccolo, dovrà lasciare la scuola e mettersi a lavorare come i grandi. Suo fratello dice che dovrebbero andarsene.

Così, nei panni di questi bambini e bambine, gli studenti si sono imbarcati in un lungo e faticoso viaggio. Hanno preparato la loro valigia,  sperimentando quanto è difficile e angosciante preparare in fretta il proprio bagaglio, scegliere cosa tenere e cosa lasciare, forse per sempre, per andare lontano. Hanno affrontato le avversità tipiche di una traversata in mare, con una barca esposta alla tempesta e all’indifferenza di chi potrebbe soccorrerli. Hanno raggiunto finalmente l’Europa e lì hanno raggiunto finalmente un po’ di serenità.

Cosa abbiamo imparato da questa attività a scuola?

Ecco alcune delle cose che ci portiamo dietro da questa avventura.

  1. Qualche volta dobbiamo mettere da parte le notizie asettiche da servizio in coda al TG, i numeri e le statistiche e ascoltare le storie vere di chi quel percorso l’ha vissuto. Se non ci disponiamo ad ascoltare, con pazienza, empatia e senza pregiudizi, difficilmente possiamo capire le cose che ci stanno intorno e che riguardano esseri umani in carne e ossa.
  2. Non esistono argomenti tabù. Non cadiamo nell’errore di pensare che alcuni temi siano troppo difficili o complicati per parlarne. La chiave è trovare il modo giusto e in questo lo scautismo è eccezionale: un gioco da tavolo può facilmente diventare la simulazione del viaggio dei migranti, con un tocco di inventiva e creatività.
  3. La scuola può essere una grande alleata. abbiamo avuto il piacere di incontrare un professore sensibile, che ci ha supportato nel gestire il gioco e ha speso parole bellissime sul valore di quello che noi scout CNGEI facciamo. Siamo sicure di poter continuare a collaborare con questa e altre scuole della nostra città, per affrontare insieme agli insegnanti temi di attualità in un modo che sia comprensibile e coinvolgente per gli studenti di tutte le età.

Un abbraccio sincero a nome di tutto il Gruppo scout Reggio Calabria 1.

Irene Amoroso
Angela Amoroso
Eleonora Amoroso
Emanuela Gullì