- 14 Febbraio

Nulla rimane se non macerie, vetri e sogni infranti

La testimonianza di Yasmine Berjaoui, una scout libanese che vive a Beirut ed è sopravvissuta alla terrificante esplosione del 4 agosto 2020.

Il 4 agosto 2020, un’esplosione ha creato una gigantesca nube a fungo nell’aria sopra Beirut, uccidendo più di 200 persone, ferendone migliaia e provocando devastazione in tutta la città. Yasmine, una scout libanese che vive a Beirut, dopo la tragedia è stata in prima linea nella campagna di soccorso.

Sabato 8 Agosto 2020

“Dopo il 4 agosto 2020 l’unico modo per andare avanti era non mollare. Avevamo raggiunto il fondo e da lì potevamo solo salire.

Dopo giorni passati a cercare di dare un senso a quello che era successo martedì (giorno dell’esplosione), ho finalmente deciso di scendere in strada a dare una mano.

Le strade di Beirut che si trovavano nel raggio di distruzione dell’esplosione un tempo erano il cuore pulsante della città, di cui non sono rimaste che macerie e sogni infranti come i vetri sparsi ovunque per le strade. Niente aveva più un aspetto familiare, ogni cosa giaceva a terra, distrutta.


Il governo libanese non aveva ancora inviato alcun aiuto sul campo per ripulire e ricostruire la città. É toccato a noi, giovani libanesi, intervenire. L’unica speranza che ci era rimasta a quel punto era contare l’uno nell’altro.

Le strade erano piene di campi base di ONG (Organizzazioni Non Governative) e gruppi di scout e guide che distribuivano cibo, acqua, prodotti per la pulizia personale e istruzioni per portare a termine semplici missioni di soccorso. Ovunque si volgeva lo sguardo, si vedevano squadre di esploratori ed esploratrici, provenienti dal nord e dal sud del Libano, intenti ad aiutare nelle pulizie, a dare sostegno ai bisognosi e a distribuire scatole di cibo e provviste.

https://www.scout.org/ScoutsrespondtoBeirutexplosion

Nel campo base in cui ho trascorso la maggior parte delle mie giornate, si potevano distinguere diverse postazioni di volontariato che si occupavano di:

  • preparare pasti caldi, imballare scatole di cibo con oggetti primari (olio, riso, fagioli, cibo non deperibile…);
  • imballare oggetti utili per la casa (sapone, carta igienica, alimenti per neonati, pannolini, assorbenti…);
  • prendersi cura di eventuali ferite lievi grazie all’allestimento di un’unità di pronto soccorso;
  • fornire attrezzature per ripulire l’area (se non si disponeva di una scopa o di una pala e si desiderava ripulire le case demolite, era possibile avere in prestito il materiale necessario ed essere indirizzati verso le zone che avevano più bisogno di aiuto);
  • dotare l’area di uno spazio sicuro per tutti coloro che cercavano sostegno psicologico e avevano difficoltà ad affrontare il tragico evento accaduto solo pochi giorni prima.

Nella città si vedevano gruppi di giovani scout arrivare da tutto il Libano in gran numero, pronti a lavorare senza sosta, indipendentemente dalle ore previste di lavoro, sotto il sole cocente e il caldo torrido, con un grande senso di patriottismo e appartenenza alla nostra amata Beirut.

E così io, una guida scout dal Libano, invito gli scout di tutto il mondo a pregare per il mio paese (#PrayForLebanon) e a sostenere la nostra rinascita dalle ceneri.

Beirut è la capitale dell’amore, sempre vibrante di infinite melodie e risate fragorose, non è una città di guerra e di bombe.

In questi momenti difficili dobbiamo rimanere uniti e darci forza l’un l’altro.Un caloroso saluto ad ogni persona che è sopravvissuta all’esplosione e si sta dando da fare per aiutare il proprio paese. Tu sei un eroe nazionale.”

Parole di Yasmine Berjaoui.

Traduzione di Camilla Carolo


Originale: https://www.wagggs.org/en/blog/nothing-rubble-and-shattered-glass-and-dreams/

6 mesi dopo com’è la situazione?
Leggi l’articolo del Post.

Per approfondire: https://www.scout.org/ScoutsrespondtoBeirutexplosion